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Mercoledì 22 Novembre 2017

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Il Rione Giovani Maestri per la XVIII° edizione delle 
Feste Medievali
presenta
Danze e Ritmi Medievali
Motta Sant'Anastasia
10-11-12-13-14-15-16-17-18 Agosto 2013
 
 
Nel linguaggio comune adoperiamo indifferentemente le parole ballo e danza, ed è proprio del Medioevo che risale questa terminologia. Ricordiamo velocemente che per i Greci la danza era orchesis, nella quale "orchestra" era la porzione semicircolare del teatro dinanzi alla scena in cui agiva il coro che cantava e danzava; nel mondo Romano invece si affermò la Pantomima o Fabula Saltica, da Saltatio, che indicava un rituale legato alla crescita delle piante, ma nel Medioevo si assiste al suo declino. Compaiono così le "Danze della fertilità", sature di motivi erotiche di significati magici, seguite da "Danze mascherate", "Danze demoniache", "Danze del fuoco e delle spade".
È proprio dopo l'anno mille, a cavallo dei secoli XII e XIII, nel periodo storico legato ai trovatori, alle Crociate, alla nascita dei Comuni, che assistiamo, con una nuova ricchezza di ritmi e di forme, al fiorire del termine "DANZA" (dal germanico danezzan, al francese dencier, dallo spagnolo danzar, al tedesco tanzen). Chiare sono le influenze dei ritmi orientali, danze correlate ai ritmi propiziatori della fertilità legati al culto della Madre Terra. I sinuosi movimenti delle danze orientali ricordando infatti elementi naturali (come le onde del mare, un flessuoso serpente, e lo stesso atto sessuale), temi che contraddistinguono le danze e i ritmi dell'età di mezzo.
 
 
"Tutto nell'universo è vibrazione. Secondo il Sufismo, la dottrina mistica dell'Islam, la Vita Assoluta, da cui è scaturito tutto ciò che viene percepito, è una vita immobile, silenziosa ed eterna. Dal primo movimento, identificabile con Dio, si sono generati altri movimenti, o vibrazioni, che anno prodotto l'intera creazione percepita dai sensi. Le vibrazioni divengono via via più dense, formando vari piani di esistenza, in un percorso involutivo che va da Dio al piano minerale, passando per l'uomo, per gli animali e per le piante"
 
(Trad. da Hazrat Inayat Khan).
 
 
Le danze medievali hanno lasciato moltissime tracce scritte, ma nessuno le descrive neanche lontanamente con minuzia. A questa difficoltà si aggiunge il problema del deciframento musicale: in quest'epoca la notazione musicale si faceva tramite tetragramma (e non pentagramma). Quindi le uniche fonti per una comprensione delle danze e dei ritmi medievali in Europa sono frammentarie e composte perlopiù da raffigurazioni come dipinti e miniature.
 
 
 
 
Di questa cultura musicale del medioevo, il Rione Maestri vuole ricostruire uno spaccato, allietando le notti d'agosto sul palcoscenico della storia in compagnia del gruppo di danze orientali Spicy Orient, dalla Polonia, il giullare Mister Fiasco, da Torino, il giullare Crispino, da Roma, I fuochi d'Oriente, da Ravenna, il gruppo Qà Làt, da Galati Mamertino (ME), il gruppo di musicanti Futhark, da Milano, il balletto Ars Antiqua, i musici e gli sbandieratori del Rione Maestri.
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