Text Size
Italian English French German Portuguese Russian Spanish
Domenica 24 Settembre 2017

Ascutati e sintiti

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 
 
Il Rione Giovani Maestri per la XIX° edizione delle 
Feste Medievali
presenta
Ascutati e sintiti "il cammino contro l'eresia"
Motta Sant'Anastasia
09-10-11-12-13-14-15-16-17 Agosto 2014
 
 
“Ascutati e sintiti”, le tipiche parole dei banditori siciliani che andavano “favellando per via …” ad alta voce, le disposizioni delle autorità, ma non solo. La figura del banditore nasce nel periodo dell’Impero Romano d’Occidente (I secolo a. C. - IV secolo d.C.) quando precedeva i condannati alla Crocifissione informando i passanti del delitto e della sentenza emessa. Troviamo la figura del banditore anche nei testi talmudici (da Talmud, uno dei testi sacri dell’Ebraismo, considerato come la Torah orale) durante lo svolgimento del processo a Gesù. Inoltre il praeco (banditore, araldo), nelle rappresentazioni teatrali, annunciava al pubblico il titolo della rappresentazione riassumendo ciò che si sarebbe visto. Nel Medioevo il banditore è parte integrante della vita quotidiana. Egli diffondeva le notizie in modo capillare e molto veloce, assumeva infatti un ruolo indispensabile, data la mancanza di qualunque mezzo di informazione. Molte persone usufruivano di questo servizio, venditori di stoffe, ambulanti e commercianti, i quali promuovevano le loro merci tramite il banditore, che veniva ripagato con frutta, verdura, pesce o con altri generi che aveva propagandato buy cialis online uk.  

 

Ma è durante il periodo dell’Incastellamento, IX-X secolo, che assume il compito di citatore ed esecutore delle sentenze; spettacolo pubblico a cui infatti si poteva assistere per le strade e nelle piazze era la pubblica punizione dei criminali che spesso venivano portati in giro per le vie della città ed esposti agli insulti degli astanti per essere di monito alla popolazione. Le punizioni infernali che spesso si vedono anche rappresentate nelle pitture sono rappresentazioni delle vere torture alle quali erano sottoposti i criminali. Lo scopo delle immagini particolarmente paurose era in questo caso quello di imprimere nelle menti il terrore per il destino di dannazione che spettava ai peccatori. Furono i tribunali dell’Inquisizione Medievale, introdotta in Sicilia nel 1224 dall’Imperatore Federico II, che in questo periodo usufruirono maggiormente del lavoro dei banditore che annunciava le sentenze della lotta contro l’eresia. “Sforzatevi di portare alla conversione gli eretici, mostratevi, nei riguardi di coloro i quali ne manifesteranno l'intenzione, pieni di indulgenza[…]”
 
(Concilio di Narbona, 1235).

Ma nelle piazze e nei luoghi pubblici del periodo medievale si potevano trovare anche danzatori, giullari, saltimbanchi e quanti altri si esibivano in esercizi di destrezza. La passione dei Romani per i giochi del circo passò alla cultura bizantina; nell'occidente europeo medievale la tradizione degli esercizi acrobatici dell'Antichità sopravvisse nei versatili individui che, nel latino dell’epoca, venivano spesso chiamati ioculatores, nei vari volgari iocoliere, jongleur, juggler. Il periodo della loro massima diffusione coincise con la produzione artistica romanica, quando tra l'altro vennero rappresentati in molte chiese francesi e italiane.
 
 
 
Di questa cultura della vita quotidiana medievale, il Rione Maestri vuole ricostruire uno spaccato, allietando le notti d’agosto sul palcoscenico della storia in compagnia delle danze orientali di Kira (Catania), i giullari Mister Fiasco e Jonathan (Torino), il giullare Crispino (Roma), il gruppo Qà Làt (Galati Mamertino - ME), il gruppo di giocoleria di fuoco Falò Clown (La Spezia), il gruppo di acrobati Quinto Piano (Genova), i musicanti Rota Temporis (Sulmona), i musici e gli sbandieratori del Rione Maestri.
 
 
 
 

Danze e Ritmi Medievali

Valutazione attuale: 4 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella inattiva
 
 
Il Rione Giovani Maestri per la XVIII° edizione delle 
Feste Medievali
presenta
Danze e Ritmi Medievali
Motta Sant'Anastasia
10-11-12-13-14-15-16-17-18 Agosto 2013
 
 
Nel linguaggio comune adoperiamo indifferentemente le parole ballo e danza, ed è proprio del Medioevo che risale questa terminologia. Ricordiamo velocemente che per i Greci la danza era orchesis, nella quale "orchestra" era la porzione semicircolare del teatro dinanzi alla scena in cui agiva il coro che cantava e danzava; nel mondo Romano invece si affermò la Pantomima o Fabula Saltica, da Saltatio, che indicava un rituale legato alla crescita delle piante, ma nel Medioevo si assiste al suo declino. Compaiono così le "Danze della fertilità", sature di motivi erotiche di significati magici, seguite da "Danze mascherate", "Danze demoniache", "Danze del fuoco e delle spade".

La donna nel medioevo

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

 

Il Rione Giovani Maestri per la XVI° edizione delle

Feste Medievali

Presenta

La donna nel medioevo

Motta Sant'Anastasia

11-12-13-14-15-16-17-18 Agosto 2011

 

 

 

 

 

La consapevolezza che attraverso la conoscenza del proprio passato, delle proprie origini, dei grandi come dei piccoli avvenimenti che hanno segnato il corso della Storia, si può quardare con maggior fiducia al futuro, ci spinge, gia dal 1992, alla ricerca di spaccati della vita di tutti i giorni della Sicilia che ogni hanno vengomo rappresentati in occasione delle “Feste Medievali”

 

La donna, tra arte frofana e religione, tra leggenda e mera realtà, in un percorso deduttivo che ne mette in luce le sfaccettature de “l'età del mezzo”, quel medioevo contraddistinto da cruente battaglie e cavalieri, da giocolieri e saltimbanchi, da musici e giostre cavalleresche. Le donne di ogni epoca di ogni epoca sono sempre state considerate come l'incarnazione della loro progenitrice, Eva, e proprio da lei hanno ereditato la capacità di ammaliare gli uomini portandoli a perdere la ragione; ed è da loro che quindi possono dipendere la fortuna e la sorte di ogni uomo. La donna, quale enigma “maledetto sia questo sesso in cui non vi è né timore, né bontà né amicizia e di cui bisogna diffidare più quando è amato che quando è odiato”:

 

(Goffredo di Vendôme, anno 1100)

Oriente e Occidente in Sicilia

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

 

 

Il Rione Giovani Maestri per la XVII° edizione delle 

Feste Medievali

presenta

Oriente e Occidente in Sicilia

agli albori del 2° Millennio

Motta Sant'Anastasia

11-12-13-14-15-16-17-18-19 Agosto 2012

 

 

Il Leone che assoggetta il Cammello nel superbo mantello dell'incoronazione di Federico II o il mosaico bizantino della Chiesa della Martorana che rappresenta l'incoronazione di Ruggero d'Altavilla parte del Cristo, non sono forse segni della nuova regalità normanna e della fine del dominio arabo in Sicilia?

Eppure i vinti restano accanto ai vincitori, al loro servizio.

Ma se ciò è mal tollerato nell'Occidente cristiano, già pronto alla conquista della Terra Santa, l'uso della lingua, delle tradizioni, degli usi dei musulmani sono, invece, motivo di scandalo. L'intelligenza polita dei re normanni nel saper cogliere quanto di meglio offre l'organizzazione amministrativa e militare musulmana; Tolleranza religiosa; Rispetto delle tradizioni e degli usi; Prudenza , non senza rigore, nel controllo dei vinti. Non solo arte e cultura ma tutto cioò che può servire ad affermare e leggittimare il potere dei nuovi conquistatori trova spazio nella Corte normanna.

 

Il giorno di Natale del 1184 Ibn Giubayr Abu, visitando la chiesa della Martorana, a Palermo, osserva e scrive:

 

Le donne cristiane di questa città, all'aspetto sembrano musulmane, parlano arabo correttamente, si ammantano e si velano come le donne Arabe. In detta solennità uscirono fuori vestite di abiti serici, ricamati in oro, avvolte in drappi splenditi, velate con veli e colori, calzando scarpe dorate. Procedevano verso le loro chiese, o meglio covili, adorne di ogni ornamento muliebre musulmano, di gioie, di tinture e di profumi.”

 

(trad. di C. Schiaparelli)

 

 

In poche righe è, forse, racchiuso il senso di convivenza dei siciliani con gli infedeli musulmani: una Sicilia multietnica, multilingue, multiconfessionale disponibile ad accogliere popoli di razza, lingua, religione e costumi diversi che in parte fa propri e, in parte, tollera.

 

Leggi tutto: Oriente e Occidente in Sicilia