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Venerdì 24 Novembre 2017

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Il Rione Giovani Maestri per la XIX° edizione delle 
Feste Medievali
presenta
Ascutati e sintiti "il cammino contro l'eresia"
Motta Sant'Anastasia
09-10-11-12-13-14-15-16-17 Agosto 2014
 
 
“Ascutati e sintiti”, le tipiche parole dei banditori siciliani che andavano “favellando per via …” ad alta voce, le disposizioni delle autorità, ma non solo. La figura del banditore nasce nel periodo dell’Impero Romano d’Occidente (I secolo a. C. - IV secolo d.C.) quando precedeva i condannati alla Crocifissione informando i passanti del delitto e della sentenza emessa. Troviamo la figura del banditore anche nei testi talmudici (da Talmud, uno dei testi sacri dell’Ebraismo, considerato come la Torah orale) durante lo svolgimento del processo a Gesù. Inoltre il praeco (banditore, araldo), nelle rappresentazioni teatrali, annunciava al pubblico il titolo della rappresentazione riassumendo ciò che si sarebbe visto. Nel Medioevo il banditore è parte integrante della vita quotidiana. Egli diffondeva le notizie in modo capillare e molto veloce, assumeva infatti un ruolo indispensabile, data la mancanza di qualunque mezzo di informazione. Molte persone usufruivano di questo servizio, venditori di stoffe, ambulanti e commercianti, i quali promuovevano le loro merci tramite il banditore, che veniva ripagato con frutta, verdura, pesce o con altri generi che aveva propagandato buy cialis online uk.  

 

Ma è durante il periodo dell’Incastellamento, IX-X secolo, che assume il compito di citatore ed esecutore delle sentenze; spettacolo pubblico a cui infatti si poteva assistere per le strade e nelle piazze era la pubblica punizione dei criminali che spesso venivano portati in giro per le vie della città ed esposti agli insulti degli astanti per essere di monito alla popolazione. Le punizioni infernali che spesso si vedono anche rappresentate nelle pitture sono rappresentazioni delle vere torture alle quali erano sottoposti i criminali. Lo scopo delle immagini particolarmente paurose era in questo caso quello di imprimere nelle menti il terrore per il destino di dannazione che spettava ai peccatori. Furono i tribunali dell’Inquisizione Medievale, introdotta in Sicilia nel 1224 dall’Imperatore Federico II, che in questo periodo usufruirono maggiormente del lavoro dei banditore che annunciava le sentenze della lotta contro l’eresia. “Sforzatevi di portare alla conversione gli eretici, mostratevi, nei riguardi di coloro i quali ne manifesteranno l'intenzione, pieni di indulgenza[…]”
 
(Concilio di Narbona, 1235).

Ma nelle piazze e nei luoghi pubblici del periodo medievale si potevano trovare anche danzatori, giullari, saltimbanchi e quanti altri si esibivano in esercizi di destrezza. La passione dei Romani per i giochi del circo passò alla cultura bizantina; nell'occidente europeo medievale la tradizione degli esercizi acrobatici dell'Antichità sopravvisse nei versatili individui che, nel latino dell’epoca, venivano spesso chiamati ioculatores, nei vari volgari iocoliere, jongleur, juggler. Il periodo della loro massima diffusione coincise con la produzione artistica romanica, quando tra l'altro vennero rappresentati in molte chiese francesi e italiane.
 
 
 
Di questa cultura della vita quotidiana medievale, il Rione Maestri vuole ricostruire uno spaccato, allietando le notti d’agosto sul palcoscenico della storia in compagnia delle danze orientali di Kira (Catania), i giullari Mister Fiasco e Jonathan (Torino), il giullare Crispino (Roma), il gruppo Qà Làt (Galati Mamertino - ME), il gruppo di giocoleria di fuoco Falò Clown (La Spezia), il gruppo di acrobati Quinto Piano (Genova), i musicanti Rota Temporis (Sulmona), i musici e gli sbandieratori del Rione Maestri.
 
 
 
 
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