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Sabato 23 Settembre 2017

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Questa non è una comune dichiarazione di affetto, ma molto, molto di più. E forse risulteranno superflue anche queste parole. Ma c’è sempre qualcosa che scardina il tuo vissuto, qualcosa che modifica e delinea le tue esperienze, che ti segna e ti determina, che plasma il tuo modo di vedere e concepire il mondo. Come posso esimermi dal dire che il Rione Giovani Maestri di Motta Sant’Anastasia fa parte di tutto questo?

Anni di crescita (anagrafica e non), di passione, di amicizie, di gioie sportive; ma anche anni di sudore, di difficoltà, di dissidi, di rifondazioni, di amare sconfitte. Sempre lì, accomunati da questo grande connubio di umanità.

Pronti a difendere quel simbolo, quella bandiera, quella chiarina, quel timpano, come dei moderni “aquiliferis” romani, caparbi nel difendere il “signum“, l’ultimo baluardo, l’ultimo segno distintivo che fa parte di te, in modo indissolubile.

Quando si sfila per Sant’Anastasia, quando si gareggia in un campionato o semplicemente quando si indossa il “velluto” per un qualsiasi voglia evento, capisci che con te non ci sono solo le tue sensazioni o le tue emozioni ad essere esternate, ma quelle di un rione intero. Ancora l’ultimo “signum”. Onorati di “essiri Mastri“.

Lottare in un campionato nazionale dove rappresenti un‘identità, una storia, un orgoglio comune, un impegno. C’è qualcosa di più viscerale di tutto questo?

Indipendentemente dalle future distanze che potrai prendere dal rione per impegni personali, per una vita che continua freneticamente ed in cui si prospetteranno sempre nuove fondamentali priorità, esso sarà parte tangibile di te. Una cicatrice nell’anima. Un “signum” eterno della tua esistenza.

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