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Mercoledì 22 Novembre 2017

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Domenica 17 marzo si svolgerà un evento della tradizione di Motta Sant’Anastasia. All’ora di pranzo, lungo via Vittorio Emanuele nei pressi della sede del Rione, saranno offerti piatti tipici della tradizione del pranzo di San Giuseppe. L’accesso è gratuito e tutti sono invitati a partecipare.

Riceviamo con piacere dall’addetto stampa del gruppo un’intervista fatta al Presidente Dario Caruso che racconta questa lunga tradizione.

A quale tradizione si lega il ventennale pranzo de "I Virgineddi"?

"Oserei dire che la tradizione del pranzo di San Giuseppe, detto de “I Virgineddi”, si perde nel tempo. Questo non solo a Motta ma in moltissimi paesi della Sicilia dove questa festività era vissuta intensamente. Vi sono comunque due interpretazioni della festa: la prima è che le famiglie ricche del paese preparavano il pranzo per tutte le ragazze “vergini”. La seconda è che le stesse famiglie benestanti preparavano il pranzo per i “vicini” di casa poveri. Sussistono tutt’ora entrambe le ipotesi".

In questi anni, ha notato minore partecipazione da parte della cittadinanza mottese per queste tradizioni rionali?

“No, assolutamente. Al contrario, posso dire che tramite tutte le persone che vivono il Rione giorno per giorno, si sono avvicinati a questi eventi anche i non mottesi. Tutte queste feste servono sicuramente anche a dare unità al paese gabapentin 600 mg.”

Da quali piatti è composto questo caratteristico pranzo?

“La storia ci racconta di un antico pranzo popolare composto da 19 portate, proprio perché il 19 è il giorno di San Giuseppe. Oggi le signore del  nostro rione preparano pasta con i ceci, baccalà fritto, broccoli stufati, frittelle di asparagi e tanti dolci della tradizione popolare siciliana”.

Cosa si augura per il futuro di Motta e del suo rione?

“Mi auguro una stagione di crescita, di miglioramento e di presa di coscienza dei propri mezzi. Per questo sviluppo è necessario, secondo me, una maggiore comprensione del ruolo del rione all’interno della società mottese”.

Le tradizioni sono l’anima di un popolo. Ed i Rioni a Motta, fanno parte di quest'anima

 
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