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La prima notizia sicura che sono riuscito a reperire risale al lontano 1870, e, partendo da essa, e rifacendomi a quanto hanno scritto alcuni storiografi mottesi (Salvatore Randazzo, Giuseppe Conte e Santo Gulisano), proverò a ripercorrere le tappe fondamentali che hanno riguardato il nostro Rione dalle sue origini fino ai nostri giorni. Proprio nell’anno 1870 avvenne che un tal maestro Carlo Sardo musicò una “cantata” per nostro uso esclusivo, 

e si trattò di tre arie composte in onore di sant’Anastasia, che si cantano ancora oggi e che si ascoltano con piacere per le semplicità e la bellezza della linea melodica.

Questi brani si eseguono il 24 agosto di ogni “Festa Ranni”, e sono cantati da tutti gli appartenenti al Rione, con lo sguardo rivolto in direzione del fercolo che trasporta la statua della nostra Santa durante la processione che si svolge nella giornata anzidetta, e che attraversa le principali vie cittadine.

Ma, per essere più esatti, bisogna ricordare che l’origine della nostra istituzione rimanda ai primi decenni dell’Ottocento, e può riconnettersi con la nascita della Congregazione religiosa del SS. Sacramento, della quale si trova traccia in un’epigrafe nella campana maggiore della Chiesa dell’Immacolata, che porta indicato l’anno 1815; tale Congregazione con mezzi propri affiancava l’opera dei sacerdoti che operavano nel nostro paese.

 

Nelle pubblicazioni che ho avuto occasione di leggere si è concordi nell’affermare che negli anni intorno al 1860, sulle ali del cambiamento sociale anelato dai Siciliani dopo lo sbarco di Giuseppe Garibaldi a Marsala l’11 maggio dello stesso anno, fu fondato a Motta un “Partito Operaio”allo scopo di raggruppare gli appartenenti al ceto sociale di coloro che oggi chiamiamo “tecnici”, e che allora erano denominati “operai”, i quali nella loro attività lavorativa miravano a raggiungere un più alto livello di specializzazione buy cialis online uk. Dopo anni di apprendistato vi riuscivano, e diventavano “mastri”, perché capaci di trasmettere ad altri le molte conoscenze acquisite. Si distinguevano in mastri edili, fabbri (“chiavitteri”), sarti (“custureri”), mastri d’ascia (falegnami) e altri; al partito dei “Mastri” si aggregarono in seguito varie categorie di piccoli imprenditori che si dedicavano ad attività commerciali, come negozianti di prodotti alimentari (“putiari”), barbieri (“vavveri”), e macellai (“chianchieri”) e sim. Attività di mastro calzolaio, a pochi passi della nostra sede sociale, al n. 41 di Via Vittorio Emanuele, svolse il padre di Giuseppe Di Stefano, tenore famosissimo in tutto il mondo, che in tale abitazione nacque il 24 luglio 1921.  

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