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Domenica 19 Novembre 2017

Il Rione Giovani Maestri ovvero la difesa del “signum”

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Questa non è una comune dichiarazione di affetto, ma molto, molto di più. E forse risulteranno superflue anche queste parole. Ma c’è sempre qualcosa che scardina il tuo vissuto, qualcosa che modifica e delinea le tue esperienze, che ti segna e ti determina, che plasma il tuo modo di vedere e concepire il mondo. Come posso esimermi dal dire che il Rione Giovani Maestri di Motta Sant’Anastasia fa parte di tutto questo?

Anni di crescita (anagrafica e non), di passione, di amicizie, di gioie sportive; ma anche anni di sudore, di difficoltà, di dissidi, di rifondazioni, di amare sconfitte. Sempre lì, accomunati da questo grande connubio di umanità.

Pronti a difendere quel simbolo, quella bandiera, quella chiarina, quel timpano, come dei moderni “aquiliferis” romani, caparbi nel difendere il “signum“, l’ultimo baluardo, l’ultimo segno distintivo che fa parte di te, in modo indissolubile.

Quando si sfila per Sant’Anastasia, quando si gareggia in un campionato o semplicemente quando si indossa il “velluto” per un qualsiasi voglia evento, capisci che con te non ci sono solo le tue sensazioni o le tue emozioni ad essere esternate, ma quelle di un rione intero. Ancora l’ultimo “signum”. Onorati di “essiri Mastri“.

Lottare in un campionato nazionale dove rappresenti un‘identità, una storia, un orgoglio comune, un impegno. C’è qualcosa di più viscerale di tutto questo?

Indipendentemente dalle future distanze che potrai prendere dal rione per impegni personali, per una vita che continua freneticamente ed in cui si prospetteranno sempre nuove fondamentali priorità, esso sarà parte tangibile di te. Una cicatrice nell’anima. Un “signum” eterno della tua esistenza.

Dona il 5 X mille

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Attraverso la tua dichiarazione dei redditi hai la possibilità di destinare il 5 x mille delle tue tasse ad una specifica organizzazione non profit.

 

La scelta di donare il 5 x mille all'associazione Maestri, non comporta alcun aggravio delle imposte da versare e avrai al contempo la possibilità di sostenere il tuo Rione nella preparazione della “Festa Ranni”, festa che fa onore a tutta la cittadinanza.

 

 

Per devolvere il tuo 5 x mille è sufficiente inserire il nostro codice fiscale 01236200877 nell'apposito riquadro, presente in tutti i moduli per la dichiarazione dei redditi (730, CUD e Modello Unico), come da esempio sottostante:

 

 

Inserisci il nostro Codice Fiscale: 01236200877 nello spazio

"Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità
sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e
fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'art. 10, c. 1, lett. a),
del D.Lgs. N. 460 del 1997"

 

Il Rione Giovani Maestri celebra San Giuseppe

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Domenica 17 marzo si svolgerà un evento della tradizione di Motta Sant’Anastasia. All’ora di pranzo, lungo via Vittorio Emanuele nei pressi della sede del Rione, saranno offerti piatti tipici della tradizione del pranzo di San Giuseppe. L’accesso è gratuito e tutti sono invitati a partecipare.

Riceviamo con piacere dall’addetto stampa del gruppo un’intervista fatta al Presidente Dario Caruso che racconta questa lunga tradizione.

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I Virgineddi

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Manifestazione che richiama il pranzo che nella civiltà contadina i signori, durante la settimana antecedente la festa di S. Giuseppe, offrivano ai figli adolescenti dei contadini poveri. Il pranzo si svolge davanti alla sede rionale dove viene imbandita una lunga tavola colma di pietanze locali. L'usanza si è poi estesa al ceto medio; così, tutt'oggi, per devozione al Santo, vi sono famiglie che celebrano i "virgineddi" invitando alcuni giovinetti del vicinato a pranzo.


 

Il Rione Giovani Maestri

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La prima notizia sicura che sono riuscito a reperire risale al lontano 1870, e, partendo da essa, e rifacendomi a quanto hanno scritto alcuni storiografi mottesi (Salvatore Randazzo, Giuseppe Conte e Santo Gulisano), proverò a ripercorrere le tappe fondamentali che hanno riguardato il nostro Rione dalle sue origini fino ai nostri giorni. Proprio nell’anno 1870 avvenne che un tal maestro Carlo Sardo musicò una “cantata” per nostro uso esclusivo, 

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