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Domenica 24 Settembre 2017

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In verità tutti e tre i Rioni, ognuno per proprio conto, sono riusciti con i loro sbandieratori a farsi onore dovunque si sono esibiti, e hanno dato lustro al nome di Motta Sant’Anastasia. Se ben si considera come i proventi che derivano dagli spettacoli che si effettuano un po’ dappertutto sono di vitale importanza per la sopravvivenza del Rione, ben si comprende che la battaglia sostenuta tanti anni fa per la creazione del nostro Gruppo è stata coronata da risultati assai lusinghieri. Tali introiti permettono di sostenere le spese considerevoli per la preparazione e la realizzazione della “Festa Ranni” e per le Feste Medievali. Peraltro sono a carico dei singoli Rioni le spese per la compartecipazione di gruppi che provengono dall’estero, ma è doveroso ricordare che tali spese si affrontano anche con contributi da parte del Comune.

Occorre ancora spendere qualche parola sull’importanza per i giovani mottesi di appartenere a un gruppo e di offrire allo stesso una qualche forma di collaborazione. Quest’esperienza, condivisa con tanti altri associati, è senza dubbio molto formativa per il carattere e permette ai giovani di rapportarsi non solo con i coetanei, ma anche con persone anziane; ciò consente di allacciare buone

amicizie e abitua a rispettare le regole che disciplinano la vita di una comunità.

Inoltre bisogna sapersi adattare a quei cambiamenti repentini, dovuti a volte a circostanze imprevedibili e non sempre indolori, che, superate, ci permettono poi di perseguire gli obiettivi principali della nostra attività: quello di onorare la nostra Patrona sant’Anastasia, e quello di incrementare il prestigio del nostro Rione e del suo buon nome. Una delle persone che mi hanno preceduto nella carica di presidente mi ha scritto che il nostro associazionismo tutto pretende e in cambio non dà nulla, e in parte mi trovo d’accordo; c’è sempre qualcosa da fare o qualcosa da migliorare, e ciò comporta per tutti sacrifici e dispendio di energie. Poi, dopo il lavoro svolto con il dovuto impegno, e con la consapevolezza di aver fatto quanto di meglio era possibile, anche in rapporto ai mezzi che si avevano a disposizione, l’anima, la passione e la capacità del Rione si estrinsecano in due momenti fondamentali della “Festa Ranni”: quando si sfila dietro la “Quartina” con il vessillo del Rione il 23 agosto, e durante le cantate dedicate alla Patrona il 24 agosto. In tale evenienza anche coloro che si sono sempre tenuti ai margini del Partito, magari per antichi risentimenti, ripescano nella memoria le parole che conoscono da sempre, e che hanno appreso fin dai più teneri anni. Cantano anch’essi con viva partecipazione e indossano i colori del Rione a cui appartengono, il bianco e l’azzurro; l’abbraccio spontaneo e sentito della propria gente diventa allora la più bella ricompensa per tutti e soprattutto per me, che ho avuto la fortuna di rappresentare questo Rione.

 

Dario Caruso

Presidente del Rione “Giovani Maestri”

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