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Sabato 23 Settembre 2017

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Richiesto di approntare in appendice al presente volume una nota sulle vicende storiche che hanno interessato il Rione “Giovani Maestri”, di cui sono l’attuale presidente, ho aderito con entusiasmo, ma anche con un po’ di perplessità; infatti scrivere intorno a eventi memorabili che riguardano il nostro Rione non è faccenda da prendere alla leggera, soprattutto perché la documentazione esistente è alquanto lacunosa. Rovistando fra i numerosi episodi che ci riguardano, e di cui si ha notizia più per sentito dire che fondata su documenti scritti, non sempre è possibile distinguere con certezza quanto appartiene alla verità e quanto è stato trasfigurato dalla leggenda. Il maggior numero di informazioni disponibili deriva dai ricordi di persone anziane che amano perpetuare fra i giovani avvenimenti vari di cui furono testimoni oculari e talvolta protagonisti. Senza tuttavia trascurare tali testimonianze, occorre innanzitutto approfittare delle poche notizie sulle quali si ha completa certezza, e che ci aiutano a fissare con precisione i momenti più significativi che hanno contrassegnato la storia della nostra comunità.

 

La prima notizia sicura che sono riuscito a reperire risale al lontano 1870, e, partendo da essa, e rifacendomi a quanto hanno scritto alcuni storiografi mottesi (Salvatore Randazzo, Giuseppe Conte e Santo Gulisano), proverò a ripercorrere le tappe fondamentali che hanno riguardato il nostro Rione dalle sue origini fino ai nostri giorni. Proprio nell’anno 1870 avvenne che un tal maestro Carlo Sardo musicò una “cantata” per nostro uso esclusivo, e si trattò di tre arie composte in onore di sant’Anastasia, che si cantano ancora oggi e che si ascoltano con piacere per le semplicità e la bellezza della linea melodica.

L’idea piacque molto, e pochi anni dopo, nel 1875, i Campagnoli ebbero una cantata analoga; in tempo successivo ne furono provvisti anche i Panzera. Questi brani si eseguono il 24 agosto di ogni “Festa Ranni”, e sono cantati da tutti gli appartenenti a ogni singolo Rione, con lo sguardo rivolto in direzione del fercolo che trasporta la statua della nostra Santa durante la processione che si svolge nella giornata anzidetta, e che attraversa le principali vie cittadine.

Ma, per essere più esatti, bisogna ricordare che l’origine della nostra istituzione rimanda ai primi decenni dell’Ottocento, e può riconnettersi con la nascita della Congregazione religiosa del SS. Sacramento, della quale si trova traccia in un’epigrafe nella campana maggiore della Chiesa dell’Immacolata, che porta indicato l’anno 1815; tale Congregazione con mezzi propri affiancava l’opera dei sacerdoti che operavano nel nostro paese.

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